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mercoledì 5 luglio 2017

Caffè freddo 3.0 Bologna-Maroggia

Quando stavo a Bologna non in Via del Borgo ma in Via dell’Orso faceva così caldo d’estate che quando facevamo il caffè non riuscivamo a berlo perché continuava a rimanere bollente per ore e non si raffreddava mai e arrivavamo in ritardo dappertutto. Allora Antonio mi ha insegnato a mettere dei cubetti di ghiaccio nel caffè per raffreddarlo. Al bar invece d’estate prendevo sempre la crema di caffè fredda che era una via di mezzo fra una granita, un gelato e un caffè con il latte condensato, buonissima, dolcina, quasi stucchevole come piace a me. Un anno dopo il mio nuovo coinquilino mi ha insegnato a fare il caffè-freddo-sceicherato che è la versione 3.0 del caffè con i cubetti di ghiaccio di Antonio ed è una meraviglia.





Ingredienti
  • caffè appena fatto (con la caffettiera, mica con le capsule)
  • ghiaccio
  • latte (vaccino o di mandorla)
  • zucchero o rapadura grattugiata



Procedimento


In pratica è facilissimo si prende il ghiaccio e si mette in uno shaker ma va bene anche un più punkabbestia barattolo della marmellata con coperchio, si aggiunge latte e zucchero e poi il caffè bollente che scricchiola e scoppietta a contatto con il ghiaccio. Poi si shakera fortissimo e si versa il caffè in un bicchiere.

Un indicatore di qualità è la schiumetta bianca che si forma: più ce n’è meglio è.

La cosa difficile è trovare il giusto equilibrio tra ghiaccio, latte e caffè, il caffè freddo deve risultare freddissimo ma non annacquato.

mercoledì 25 febbraio 2015

Dov'è la lingua di gatto? Un ceviche muy especial porque me falta mi Colombia

Una nuova ricetta di Angela ed Emi che sono orgogliosissima di ospitare su questo blog.

Un ceviche muy especial porque me falta mi Colombia

Dopo mesi di “silenzio stampa”, finalmente torno a produrre (o co-produrre) qualcosa di sfizioso in cucina. Tuttavia, questa volta, il titolo della mia rubrichetta è un indizio fuoriviante, puro gusto di depistare, poichè la lingua di gatto è rimasta a riposare nel cassetto. 
Recentemente ho avuto l'immensa fortuna di andare in Colombia, una terra che mi ha incantato e rubato “el corazon” e, aggiungerei, anche la gola in senso lato. “Lei” mi ha offerto sorrisi, calore, accoglienza, ma altresì una patina di tristezza sempre ben celata. 
In questo paese ho scoperto che l'avocado può essere grande quasi quanto un'anguria, ho deliziato il mio palato con frutta mai vista e mai sentita nominare e, con molto cautela, ho sperimentato la colazione salata. La mia curiosità culinaria, sviluppata dopo lunghi anni lontana dai vizi materni, mi ha condotto ad assaggiare piatti incredibili. 
La specialità che maggiormente mi ha rapita è stata il “ceviche”, è una ricetta qui a base di pesce e/o frutti di mare “cotti” nell' acido del limone/lime (con aggiunta di succo di mandarino o succo d'arancia). Durante il mio soggiorno in Colombia ho avuto la possibilità di assaggiare varie versioni di questo piatto: solo gambaretti; pesce misto e frutti di mare/lumache; con l'aggiunta del latte di cocco; e così via. 
Ceviche especial con chips di cocco e latte di cocco, leggermente piccante.
Chevice especial con succo di tamarindo e ostriche, zucchine e chips di alghe
È un pasto molto fresco, leggero ed ideale per gli amanti di pesce e frutti di mare e, con la supervisione di un colombiano molto speciale, ho riproposto il “ceviche” nell' adorata turrita Bologna a dei commensali altrettanto molto speciali. 

Ingredienti:

1 cipolla (il mio consiglio è che sia quella di tropea/viola)
1/2 peperone (possibilmente rosso, per una questione di colore)
prezzemolo (qualche rametto)
4 limoni
succo d'arancia
ketchup 
sale e pepe
400 gr. gamberetti (vanno molto bene anche quelli congelati, già scottati, se si vuole andare sul sicuro. La quantità è sufficiente per circa 4 persone)
crackers a volontà
(un avocado, se piace)

Preparazione:

Mi sto sempre più allontanando dalla filosofia delle “quantità esatte”, per abbracciare la religione dell' “andare a occhio”. Ed effettivamente qua funziona così. 
Tagliare finemente la cipolla, il mezzo peperone e il prezzemolo. 
Con uno spremiagrumi, ricavare dai limoni il loro succo e aggiungerlo agli altri ingredienti già sminuzzati. 

Aggiungere un poco (a piacimento, a dipendenza di quanto succo di limoni si ha ricavato) di succo d'arancia e un cucchiaio abbondante di ketuchup (serve a togliere un po' di acidità al tutto). 
Sale e pepe. E infine gamberetti. 
Ora arriva il punto davvero importante e assolutamente da seguire: il succo deve coprire COMPLETAMENTE i gamberetti (i quali galleggiano, ma non è quello il punto) e il TUTTO DEVE RIPOSARE ALMENO UNA NOTTE (preparato la sera, mangiato al mezzogiorno del giorno seguente), indicativamente almeno 12 ore. 

Tendenzialmente il “ceviche” si mangia accompagnato da cracker, che permettono di assorbire il succo di limone che rimane sul fondo del piatto. Se è gradito, si può aggiungere, tagliato a pezzetti, un avocado maturo.  

lunedì 19 agosto 2013

Zuppa di cipolle d'estate

Si, perché io la zuppa di cipolle la mangio anche d'estate. Sulla stagionalità non mi si può dire nulla, magari si può discutere sulla temperatura del piatto, ma io sono della scuola dei beduini: té caldo nel deserto e dunque, per estensione, zuppa di cipolle d'estate. 
Serviva proprio un nuovo blog di cucina? Probabilmente no. Eppure ho deciso di provare lo stesso a scrivere, di cucina ma non solo. Per una volta con leggerezza senza riflettere troppo sul significato epistemologico di ciò che faccio. Per lo meno non annoierò più i miei amici sui social network postando continuamente status gastronomici e foto di quello che mangio e di quello che cucino.
Ringrazio Ari e Tim per l'aiuto e l'incoraggiamento.