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domenica 7 giugno 2015

Di carciofi, insetti e bambini con la spada

Teo al Làbas guardando i tre carciofi che tenevo nella borsa mi ha detto che a lui i carciofi fanno un po' impressione, dice che secondo lui assomigliano a degli insetti. Ho pensato che avesse ragione, però non gliel'ho detto perché a me i carciofi, anche se mi sembrano un po' minacciosi, mi piacciono. 
Non la pensava evidentemente come me e Teo quel bambino a cavallo di un triciclo, con la spada in mano che gridava largo largo e pedalava dappertutto in mezzo ai miei amici, alle bottiglie di vino e alla spesa. Infatti quel bambino con il triciclo e con la spada in mano quando ha visto i miei carciofi si è fermato di colpo, gli si sono illuminati gli occhi e ha gridato entusiasta: - Carciofi!-. 
Mi ha subito chiesto se gliene regalavo uno. Mi è sembrato un po' sfacciato ma in realtà quel bambino mi è piaciuto all'istante. Gli ho chiesto perché lo volesse e mi ha detto che lo avrebbe portato a casa e cucinato. Allora io gli o ho dato il mio preziosissimo carciofo. E lui ha continuato a pedalare all'impazzata per il Làbas con la spada in una mano e nell'altra il carciofo. 
Con i due carciofi che mi sono rimasti ho fatto una buonissima pasta.

Pasta carciofi, zucchine e salsiccia

Ingredienti
1 spicchio di aglio
olio di oliva
2 carciofi
1 zucchina
1 po' salsiccia
vino bianco per sfumare
pasta

Procedimento
In una padella scaldare l'olio con lo spicchio d'aglio e poi aggiungere i carciofi puliti e tagliati a fettine. Sfumare con del vino e a metà cottura aggiungere la zucchina tagliata a dadini e alla fine la salsiccia sgranata.
Condirci la pasta. 


domenica 28 settembre 2014

Capuns grigionesi-emiliani

Capuns di Coira
La prima volta che li ho mangiati ero a Coira. L'amico che ero andata a trovare, che studiava a Coira era a lezione e perciò avevo qualche ora da passare sola. Ho girovagato un po' per questa meravigliosa e antichissima città, che pare essere la più antica della Svizzera e quando mi è venuta fame mi sono infilata in una osteria del nucleo. 

Non amo mangiare da sola ma la voglia di assaggiare i capuns era troppo forte. Nel mio tedesco che credevo inesistente sono riuscita a ordinarli e ad amarli dal primo boccone. I capuns sono degli involtini di foglie di bietola ripieni di un impasto di uova, farina, cipolla, erbette, salumi grigionesi e formaggio, serviti in un brodo di acqua e latte.

Tegole e Calanda da una finestra sui tetti
Panchina arcobaleno di un paesino vicino a Coira
Qualche mese dopo, in Val Calanca, affascinante e selvaggia valle che però non è terra di capuns, Ruth che cucina in modo sapiente, intelligente e meraviglioso mi ha insegnato a cucinare la versione veloce dei capuns. Senza creare il fagottino, le bietole vengono cotte nel brodo e nel latte tagliate a pezzi e nello stesso liquido si cuoce l'impasto di farina e uova che, tagliato sul tagliere, viene fatto cadere direttamente in pentola, proprio come la mia bisnonna tedesca faceva con gli spätzle. 

Capuns veloci della Ruth
Calancasca in un giorno di pioggia

L'altro giorno al Labas ho visto un bel mazzo di bietole e non ho resistito. Sembra strano, magari sono io che non guardo bene, ma a Lugano faccio una fatica pazzesca a trovare le foglie di bietola (per i capuns si possono usare anche le coste). Perciò ho deciso di fare i capuns nella mia cucina di Via del Borgo. Ne ho fatta una versione emilianizzata con la salsiccia e i pezzetti di prosciutto crudo perché sarebbe stato impossibile o quanto meno poco sensato procurarmi la carne secca dei grigioni, l'andutgel o la salsiz. 

Capuns grigionesi-emiliani

Ingredienti
250 g di farina
3 uova
1 dl di latte (o acqua)
erbette (basilico, rosmarino, erba cipollina, prezzemolo,...quello che avete)
sale
1 cipolla
avanzi di salumi o salsicce (carne secca, prosciutto, salsiccia,....)

foglie di bietola 
2 dl di latte
2 dl di brodo (di carne, vegetale, come volete voi)
olio evo (burro, grasso, dipende da voi)
formaggio 

Procedimento
Preparare l'impasto per la farcitura con la farina, le uova e il latte e il sale. Aggiungere le erbette e la cipolla e i salumi a dadini. Sbollentare in acqua salata le foglie di bietola a cui è stata rimossa la parte dura. Creare gli involtini usando una foglia grande per ogni capuns (se le foglie si rompono o sono piccole sovrapporle). Rosolare i capuns in padella con un po' d'olio (passaggio facoltativo) e disporli in una pirofila. 


Ricoprire con il brodo/latte bollente. Spolverizzare con del formaggio. Cuocere in forno a 200 grandi per almeno 15 minuti.

I miei capuns grigionesi-emiliani








Un po' bruttini, ma buonissimi!.
 Il giorno dopo con l'impasto avanzato ho farcito delle foglie di 
verza, di una verza gigantesca che non vuole finire. Ci ho già fatto un pentolone di zuppa, 8 capuns, e me ne rimane ancora una pallina in frigo. Io i capuns li preferisco con la bietola ma anche la verza può essere un involucro interessante.

Capuns di verza

Per la ricetta mi sono ispirata alle seguenti ricette, una di Alan Rosa di Piattoforte e l'altra trovata sul web:


http://www4.rsi.ch/piattoforte/index.cfm?scheda=22308

http://www.forum-helveticum.ch/logicio/pmws/forumhelveticum__rezeptrm__it.html