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martedì 3 aprile 2018

Torta grigionese di noci e miele

Angi è una delle mie amiche del cuore. È quella che era la mia coinquilina a Bologna e che aveva una rubrica di pasticceria sul mio blog e che ora ha un blog tutto suo dove parla principalmente di impacchi e di erbette per capelli. Angi è quella che una volta ha rifiutato di uscire con i suoi amici utilizzando la scusa “eh purtroppo non posso uscire con voi oggi perché mi scade il pollo” e che ha scritto sul suo blog una lista con l’intero repertorio di scuse, già sperimentante, da usare per non uscire e che vi consiglio vivamente di consultare. Angi a dire il vero è anche mille altre cose meravigliose.
Le foto e la decorazione sono di Angi. 
Ecco proprio quella Angi ha deciso di dedicare un intero ciclo di post sul suo blog sul miele in collaborazione con il nostro amico apicoltore Oreste e con me. Mi ha chiesto di proporre una ricetta con il miele e ho subito pensato alla torta grigionese di noci e miele che secondo me è una delle cose più buone del mondo. 

L’abbiamo preparata insieme un pomeriggio maroggiese passato in cucina proprio come quando eravamo a Bologna chiacchierando e cucinando nel frattempo mille altri piatti. 
La ricetta originale proviene dal sito della rsi, anche se io ho modificato un po’ alcune dosi per questioni di incuria, disponibilità di ingredienti e approssimazione.
Vi avviso: questa torta è buonissima ma va mangiata con cautela, è talmente calorica e densa di cose dolci, grasse che davvero bisogna mangiarne poca altrimenti stucca. Io mi sono presa l’influenza il giorno dopo averla mangiata e mi immaginavo nella mia rappresentazione non scientifica del funzionamento del corpo umano che i dolori articolari provenissero dal fatto che burro, panna e noci fossero stati assorbiti dal mio sangue e stessero scorrendo a fatica nelle mie vene.
Però è davvero buona, non dico di non farla ma solo di mangiarla con moderazione.

INGREDIENTI
Per la frolla

250 gr di burro
180 gr di zucchero
2 uova (1 intero e 1 rosso)
1 pz di sale
450 gr di farina

Per il ripieno
300 g di noci
2 dl di panna
150 g di miele
200g di zucchero


PROCEDIMENTO
Frullare burro e zucchero aggiungere le uova, il sale e la farina e formare una palla. Lasciar riposare in frigo un’oretta.
In una padella riscaldare panna, latte, zucchero e miele fino a quando si rapprende (la ricetta dice a 107 gradi ma non avevo il termometro). Aggiungere le noci tritate in modo grossolano e continuare a tenere sul fuoco fino a quando il composto ricomincia a bollire.



Poi dividere la pasta frolla a metà, stenderne una parte e foderare una tortiera precedentemente imburrata e infarinata e bucherellare il fondo con una forchetta. Versare il composto di noci e miele nella tortiera e ricoprire con un secondo disco di pasta frolla, sigillare bene il bordo della torta e bucherellare il "coperchio della torta".




Cuocere il forno preriscaldato a 190 gradi per 25-30 minuti.



























lunedì 30 novembre 2015

Lista incompleta dei film o dei telefilm che ha visto Angi

Quel film che io Carla e Tea vediamo prima di Natale e cantiamo le canzoni. Quel film ambientato a Parigi che la protagonista è una ragazza eclettica con il caschetto che manda in viaggio un nano da giardino. Quel film di un tipo che conosce i genitori della sua fidanzata, e il papà è un ex agente della CIA che finge di essere un fioraio. Quel film dove vanno a caccia di tornadi e la zia ha una casa con delle istallazioni mega belle. Quel film dove gli alieni escono dal petto e sembrano degli insetti e la protagonista era stata anche un'amica dei gorilla. Quel film dove due amiche vanno a cercare un tipo incontrato la sera prima, durante il viaggio demoliscono un bagno e quando arrivano lui è in chiesa che si sta sposando. Quel film con le navicelle spaziali, uno yeti marrone che sa usare le armi e un tipo con un armatura integrale nera che respira un po' male. Quel (tele)film dove ci sono tutte le favole però modificate e le donne non sono tutte rincoglionite. Quel film ambientato in Italia con due fratelli, uno diventa un po' hippi e l'altro un poliziotto. Quel film in un internato maschile dove un sorvegliante insegna ai ragazzi a cantare e c'è una canzona sull'aquilone.

venerdì 28 agosto 2015

Dov'è la lingua di gatto? I porcelletti di marzapane di Angela.

Ecco un nuovo post di Angela: una torta bellissima senza gli eccessi del cake design. 

PORCELLETTI DI MARZAPANE


Ci sono dei giorni dove non hai voglia di fare niente. O meglio. Hai voglia di fare qualcosa, purché sia diverso dal solito. Ma non si tratta di un semplice “ammazzare il tempo”.


Quando succede, io di solito mi cimento nei collage di foto, negli origami (solo recentemente grazie alla mia amica Tea), e da oggi anche nelle decorazioni per torte.


Quando ero piccola, mia mamma ordinava la mia torta di compleanno dal Pasticcere del paese e ogni volta sulla torta c'erano degli splendidi animaletti di marzapane che divoravo solo io. Io amo il marzapane. Era da un po' che avevo addocchiato questa decorazione e da subito l'ho trovata super simpatica.





Quindi oggi, sveglia presto, sono andata a comprare l'occorrente. Online, cercando la ricetta di questa torta ho notato che ognuno fa una base di torta al cioccolato diversa, e sopra viene posta una ganache (è una miscela di panna e cioccolato) al cioccolato.

Io, conoscendo i gusti dei miei polli, come base ho fatto una sacher (per la ricetta rimando a questo post), quindi sopra ho messo la glassa al cioccolato. Il risultato è comunque carino.

Per quanto concerne il marzapane, la ricetta è super semplice e veloce. Tuttavia non ho trovato l'ingrediente principale, fortunatamente si può trovare il marzapane già fatto in, più o meno, tutti i supermercati.


Ingredienti
(per 200 gr. abbondanti di marzapane, assolutamente sufficiente per fare almeno 6 maialini)

100 gr. di farina di mandorle

100 gr. di zucchero
1 albume d'uovo (magari 2)

Preparazione:


Miscelare farina di mandorle e zucchero e aggiungere lentamente l'albume. La consistenza non deve essere ne eccessivamente granulosa ne eccessivamente liquida. Quindi regolarsi con l'albume. Se dopo averne messo uno, il composto risulta ancora granuloso, aggiungere lentamente un altro.

Suppongo che ognuno avrà il suo modo di “costruire” un maialino. A me sono tornati utili alcuni utensili e piccoli dettagli: un coltellino, delle bacchette di legno con la punta, dei “bastoncini ricoperti di cioccolato” (ce ne sono di varie marche) per fare il recinto e delle palline di cioccolato da decorazione per gli occhi. So che esistono degli utensili molto “professional” per le decorazioni da masterchef...purtroppo io non ne sono dotata.


Le teste e le pance dei porcelletti sono a forma sferica, un po' schiacciata. Per fare gli occhi, ho dapprima fatto due buchini con le bacchette di legno e poi ho apposto due palline di cioccolato.
Le zampine sono la parte più complicata: ho fatto piccole palline, poi appiattite leggermente e tagliate lungo un raggio con un coltello. Essendo piccole sono poco maneggevoli. Ma con pazienza si riesce. Principio simile anche per il “latoB”: una vaga forma sferica, tagliata in superficie per fare le chiappette. E un serpentino arricciato per fare la codina.


Dopo aver concluso la preparazione dei maialini, prima di stendere la glassa (o la ganache che sia), apporre lungo la torta i bastoncini di cioccolato che fungeranno da recinto. Per tenerli attaccati, si può mettere un nastrino attorno alla torta. Io non ne ho avuto bisogno. Poi stendere la glassa un po' grossolanamente, fin lungo i bordi, così che grazie a questa anche i bastoncini rimaranno attaccati. Infine porre i porcelletti nella disposizione che preferite!
  • Buon divertimento! E buona giornata out-of-routine!


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venerdì 29 agosto 2014

Dov'è la lingua di gatto? Muffin con cuore di marmellata

Un'altra ricetta di Angela della rubrica Dov'è la lingua di gatto?
Spero vivamente che li rifaccia anche a Bologna, perché non ne ho assaggiato neppure uno!



Muffin con cuore di marmellata
Piccoli muffin come le piccole tracce che ogni persona lascia dietro di sé. Che sia un atto volontario che sia un atto involontario. Avevo già scritto di muffin in precedenza (vedi Space Muffin), ora ripropongo la ricetta originale, con l'aggiunta di cacao in polvere e un cuore peccaminoso di marmellata di ciliegie.  

Quindi nulla di nuovo, cambiano le azioni finali. E naturalmente cambia l'aspetto. Ma ricordatevi che sono le piccole cose che fanno la differenza, sono proprio i piccoli dettagli che permetteono di scoprire i piú misteriosi delitti. INGREDIENTI: 170/180 gr di burro (tenuto fuori frigo almeno un'oretta cosi da essere morbido) 200 gr di zucchero 200 ml di latte 400 gr di farina 3 uova 1 bustina di lievito vanigliato (va bene anche non vanigliato) 1/2 cucchiaio di bicarbonato sale 2/3 cucchiai grandi di Cacao in polvere Marmellata/gocce di cioccolato PREPARAZIONE: Come consiglio quasi sempre, si comincia preriscaldando il forno a 180 gradi. Ora si prende il burro (deve essere assolutamente super morbido), si taglia rozzamente in pezzi, si aggiunge zucchero e uova, e si frulla il tutto finché non diventa omogeneo. Poi si aggiunge il latte e si frulla nuovamente. Attenzione agli schizzi mentre si frulla. In tal caso consiglio un bel grembiule, di quelli che metteva nonna.


Si aggiunge infine farina, bicarbonato, sale, lievito. Naturalmente se si vogliono fare muffin al cacao, questo è il momento giusto per aggiungerlo. Se si nota che l'impasto viene molto duro e denso, consiglio di aggiungere un goccino di latte (a occhio!!).
Se invece si vuol fare metà muffin al cioccolato e l'altra metà "nature", si divide il composto e ad uno si aggiunge il cacao. Adesso arriva la parte deliziosa e difficile da spiegare a parole. Come dicevo nell'altro post sui muffin, per riempire le formine di silicone va bene sia un cucchiaino sia una sacca à poche. In tal caso, per essere sincera, mi sono trovata molto bene con la sacca à poche. Poichè, per fare il cuore di marmellata, bisogna essere piú precisi. Importante: MAI RIEMPIRE FINO ALL'ORLO LE FORMINE.



Durante la cottura i muffin lievitano e se le formine sono troppo colme, l'impasto traborda.

Si mette quindi un poco di impasto nella formina in modo da lasciare una conca nel centro (con la sacca à poche questo è piú semplice). Mettere quindi mezzo cucchiaino scarso di marmellata. Quindi rimetterci sopra altro impasto cosí da coprire la marmellata. L'alternativa, come l'altra volta, sono le gocce di cioccolato. Naturalmente in tal caso non è necessario questo procedimento preciso. Si mette un poco di impasto. Qualche goccia di cioccolato. Altro impasto. E ancora qualche goccia di cioccolato. Cottura: 180 gradi, per circa 25/30 minuti



Buon divertimento!

venerdì 25 luglio 2014

Torta al cioccolato, mandorle e pere

Ecco un altro post della mia coinquilina criminologa Angela della rubrica "Dov'è la lingua di gatto"!


Torta al cioccolato, mandorle e pere


Questa torta ha origini speciali. Non parlo del luogo di nascita, perché quello a me è rimasto ignoto. Nel maggio 2012 mi recai a Basilea da un’amica. Si organizzò una cena e, con non-chalance e senza ricetta, questa amica cominciò a preparare questa delizia. Io, da parte, le chiedevo informazioni: “Quanto di questo? Quanto di quello?”. E lei rispondeva vagamente. O perché doveva rimanere un segreto o perché forse stava andando a caso. Mi conquistò completamente. La torta. E non conquistò solo me. E continua a conquistare. Solo tempo dopo mi consegnò finalmente una vaga ricetta. Questa torta mi ricorda il Dottor Lecter, per la sua capacità di affascinare e conquistare, appunto. E per l’alone di mistero che continua a vorticare attorno a lui. 
Ingredienti:
4 uova 200 gr. di mandorle macinate/granelli 200 gr. di cioccolato fondente 200 gr. di burro 150 gr. di zucchero 2 C di farina
½ busta di lievito pere



Preparazione
Come consiglio sempre: comincia a preriscaldare il forno. In tal caso a 200°. Unire zucchero e mandorle. 

Separatamente sbattere le 4 uova e poi aggiungerle a zucchero e mandorle. Questo facilita lo “sbattimento” delle uova. Sciogliere a bagnomaria le tavolette di cioccolato fondente con il burro. Io uso la tecnica di una padella dentro l’altra. Fa sorridere questa soluzione da MacGyver. Sciolti questi elementi, aggiungerli al primo composto (zucchero, mandorle e uova). Aggiungere ora farina e lievito. Sulla quantità di farina effettivamente bisogna andare a occhio. Io solitamente metto 2 cucchiai grandi abbondanti e un altro scarso. Tendenzialmente è una torta che all’interno rimane umida (a causa della poca farina e delle pere), dettaglio da tenere ben presente quando si fa la “prova del coltello” (per vedere se è cotta). Dimenticavo: 40 minuti in forno a 200 °.

venerdì 20 giugno 2014

Dov'è la lingua di gatto? Speedy crostata di mele.

Un'altra meravigliosa ricetta di Angela della serie "Dov'è la lingua di gatto"!
A differenza della Torta di Carote, questo è un dolce che non ha bisogno di essere premeditato. È intuitivo, emotivo, passionale. È un raptus. Si impiega poco tempo per prepararlo e solitamente è gradito da tutti. Osservando la ricetta non si direbbe, ma è un dolce che mi ha insegnato mamma, svizzera tedesca, assai precisa. Le quantità non devono essere precise, ma naturalmente, come tutte le cose, bisogna metterci Amore. Speedy è la preparazione e speedy è la spiegazione.

Ingredienti:
pasta brisee (per intenderci, quella già pronta! Per questo si fa veloce!)
4/5 mele tagliate a fette (in realtà a me ne sono bastate 2. Dipende dalla grandezza della teglia)
2/3 uova (a me ne sono bastate due. Piú leggero. E volevo evitare l'effetto “frittata” sulle mele)
2/3 C di zucchero 
1 pizzico di sale
1 bustina di zucchero vanigliato
1 bicchiere di latte (bicchiere normale, 2dL, non la caraffa della birra!)
cannella a volontà
Preparazione:
Preriscalda il forno a 240 gradi. Stendi la pasta sulla teglia e bucherellala (bellissimo il verbo: bucherellare!) con una forchetta.

Taglia le mele a fette e disponile sulla pasta creando la fantasia che piú ti aggrada. 
Tutti gli altri ingredienti devi solo mescolarli insieme, quindi:bicchiere di latte, aggiungi le uova, aggiungi lo zucchero, pizzico di sale, bustina di zucchero vanigliato e cannella a volontà. 


Versalo sulle mele precedentemente disposte. E inforna. 20 minuti scarsi. Lascia raffreddare prima di azzannare.  





Bon apétit! 

sabato 8 febbraio 2014

Dov'è la lingua di gatto? Space muffins

Idee malsane emergono in Via del Borgo. Ma non sono piani criminosi, almeno non questa volta. E' nata l'idea è di una cena americana, ma con tutti piatti rigorosamente fatti in casa. Burrosi, oleosi, l'importante è che siano “porcosi”. Io mi sono occupata di uno dei dolci e ho pensato ai muffin. La mia pignoleria mi impone di sottolineare una differenza, cioè quella tra “muffin” e “cupcake”: i cupcake di solito vengono mangiati come dessert, sono glassati e a base di burro, i muffin abitualmente si mangiano a colazione e sarebbero a base di olio. Ora dimenticate ció che ho appena detto poichè ho cucinato dei muffin a base di burro e li ho serviti come dessert. Dimenticavo: colorati, giusto per dare un non so che di chimico che sa molto di americano. Con tutto il rispetto. Ingredienti: 170-180 gr. di Burro (a temperatura ambiente, morbidoso) 200 gr. di Zucchero 200 mL. di Latte 400 gr. di Farina 3 uova 1 bustina di lievito vanigliato 1/2 cucch. di bicarbonato un pizzico di sale gocce di Cioccolato Preparazione: Comincia accendendo il forno a 180 gradi. Prendi il burro, lasciato un po' fuori dal frigo in modo che sia morbido, e fallo a pezzetti. E' molto importante che sia morbido, perchè andando avanti con i procedimenti, se fosse freddo e duro, è piú difficile lavorarci. Aggiungi lo zucchero e frulla il tutto. Allora, secondo me è piú facile se prima di frullare si aggiungono subito le uova, giusto per evitare che venga sparato ovunque lo zucchero. Fai come credi. Dopo aver frullato, aggiungi anche il latte e frulla nuovamente. A questo punto puoi aggiungere farina setacciata /bicarbonato/sale/lievito vanigliato e uniteli al composto, lentamente cosí che non si formino grumi. Ora puoi aggiungere le gocce di cioccolato. Un po' nel composto, un po' in bocca, un po' nelle mani dei coinquilini golosi. Mescolate. 

Ora, io ho a disposizione degli stampini in silicone, di due misure, perfetti per fare i muffin, so che esistono vari tipi di stampi e suppongo vadano piú che bene purchè resistenti al forno (mi raccomando niente plastica!!! se no, altro che muffin chimici...). Chi ha una cucina ben fornita avrà una sac à poche, noi purtroppo no. Ma relax, va piú che bene un normalissimo e banalissimo cucchiaio, per riempire gli stampi. Il dettaglio importantissimo è che non bisogna assolutamente riempirli fino all'orlo. Assolutamente!! Al massimo fino a metà. A questo punto, se hai dei coloranti alimentari, puoi mescolarli all'impasto direttamente all'interno degli stampi e infine mettici sopra altre gocce di cioccolato.

In forno per 25-30 minuti. Teneteli d'occhio. Per controllarne la crescita (perchè è affascinante tanto quanto guardare una lavatrice in azione) e il colorito, cosí da sfornarli al momento giusto. Perfetto è servirli freddi, perchè tiepido il burro puó pesare parecchio nello stomaco. Naturalmente non ci son regole per gli orari in cui si possono mangiare i muffin, a differenza di quello che si dice. Per colazione, seconda colazione, spuntino, merenda, dessert, spuntino di mezzanotte.
Quindi non mi resta che augurare buon divertimento e buon appetito!
 


domenica 3 novembre 2013

Ho fatto pace con Achille


E torna un altro post nella rubrica "Dov'è la lingua di gatto". Angela ha preparato una buonissima torta di carote.
Dov'è la lingua di gatto, TORTA DI CAROTE

La torta di carote di Angela.
Premetto: io amo questo torta. Non è semplice golosità, è proprio amore...amore profondo. Di quelli da farfalle nelle stomaco. Da gambe molli. Da mente vuota quando sei in Sua presenza. Quando c'è, hai occhi solo per Lei. La guardi e pensi “Lei è mia...io la amo”. Altra premessa: mia mamma è un dio a farla. No no, è davvero un Dio. Ma questa torta è stato anche il mio “tallone d'Achille”. Avevo provato a farla due volte: la prima volta si è rotta. La seconda ero con mia mamma. Quando qualche giorno fa è sorta l'idea del “sabato casalingo” e le mie coinquiline hanno deciso di fare i tortellini, io ho deciso di fare la torta di carote. Non è una torta veloce, bisogna premeditarla.
Bando alle ciance, cominciamo...

INGREDIENTI
5 uova 250 g zucchero 250 g carote 250 g mandorle grattuggiate/macinate 1 limone 80 g farina (abbondanti) 1 bustina di lievito sale
N.B. (ma davvero bene) La prima volta che ho fatto questa torta ho grattuggiato le carote in modo diverso, piú grosse. Ora...non so se è questo che ha reso la torta molto umida e quindi predisposta alla rottura. Questa volta, stessa quantità, ma grattuggiate in modo diverso. Ed è uscita giusta. Visto il trascorso, ho cambiato anche il mio modus operandi, ossia senza pesare, ma ha occhio, anche per paura che uscisse troppo umida, ho aggiunto piú farina del previsto. Forse anche questo ha contribuito. Mandorle Macinate: visto che è prevista poca farina, bisogna compensare. Nei supermercati in Svizzera si trovano facilmente, in Italia si trovano piú di frequente le mandorle intere (e purtroppo costicchiano). Fai questo investimento, ne vale la pena. Poi le puoi grattuggiare. La prima volta l'ho fatto a mano...lavoraccio!!! Questa volta ho usato il frullatore a immersione. Ma è perfetto anche il frullatore normale.

PREPARAZIONE
Prima di infornare.
Preriscalda il forno a 180 gradi. Grattugia le carote. Dividi l'albume dal tuorlo, la tecnica è sempre quella: rompi in due parti e passa il tuorlo da un guscio all'altro. L'albume mettilo in frigo (da freddo si monta meglio a neve). Ai tuorli aggiungi zucchero, carote e mandorle macinate. Grattugia il limone e spremilo, quindi aggiungi la scorza e il succo al tutto. Aggiungi farina e lievito. Monta a neve gli albumi con un pizzico di sale. Aggiungi il tutto all'impasto. Ricordati di imburrare e infarinare la teglia! Nel forno a 180 gradi per circa 50 minuti. Fai la prova dell' “arma contundente”.
Glassa:
250 g di zucchero a velo e 3 cucchiai di succo di limone. In realtà dovrai aggiungere ancora un po' d'acqua. Piú concentrato fai, piú bianca viene. Quindi l'acqua aggiungila a filo. Ovviamente se vuoi che la glassa abbia piú gusto di limone, aggiungi il succo. Vedi tu.

Glasse colorate.

Quando hai sfornato la torta, prima di metterci la glassa, lasciala raffreddare un pochino. Buon divertimento e buon appetito!!

Carote Picasso.


lunedì 21 ottobre 2013

Dov'è la lingua di gatto? Torta Sacher.

C'è una bella novità per questo mio tentativo di blog. La mia amica e coinquilina Angela terrà una rubrica di pasticceria intitolata "Dov'è la lingua di gatto". L'altra sera ci ha deliziati con una meravigliosa torta sacher e con questo primo post ci racconterà la sua ricetta. Questa sua passione pasticcera fa parte di un suo più grande e a lungo termine progetto che ha chiamato "aboliamo le torte XXXX" dove con XXXX s'intende un noto marchio di preparati per torte. Dal suo modo di narrare le ricette emerge chiaramente la sua deformazione professionale di futura criminologa.

Dov'è la lingua di gatto?


Torta Sacher

Prima di cominciare a fare discorsi seri, tengo a precisare che la mia principale informatrice è una Mamma, svizzerotedesca, casalinga e con la passione per la cucina. La Mamma è la Mia. E la ringrazio.
Non saprei dire se la passione per i dolci me l'ha trasmessa lei, fatto sta che la prima volta che mi sono cimentata in quest'arte, ho avuto buoni risultati. Sicché: finché la barca va, lasciala andare.
Preciso un'altra cosa: non ho un linguaggio tecnico culinario impeccabile, anzi oserei dire che emergono altri lati di me, diciamo meno casalinghi e ordinari.
Ma arriviamo al dunque, la torta che propongo è l'ideale per stuzzicare palati golosi e non ha un procedimento particolarmente complesso.

INGREDIENTI PER L'IMPASTO

125 gr. burro
125 gr. zucchero
6 uova
140 gr. cioccolato
120 gr. farina
marmellata (consiglio: albicocca, mirtillo, more)

INGREDIENTI PER LA GLASSA

150 gr. cioccolato 
4 cucchiai d'acqua 
80 gr. zucchero a velo
20 gr. burro

Sciogli a bagnomaria e a fuoco lento il cioccolato. E comincia a preriscaldare il forno a 200 gradi.
Rompi le uova (ovviamente non in modo violento) dividendo il tuorlo (rosso) dall'albume (trasparente/bianco). La tecnica che utilizzo è di rompere il guscio a metà e passare il tuorlo da un guscio all'altro ripetutamente, cosí da far cadere l'albume in una ciotolina.
Tecnica piú difficile a dirsi che a farsi.
Dopodiché l'albume delle 6 uova mettilo in frigo affinché rimanga freddo (cosí che sia piú facile da montare a “neve).
Unisci burro, zucchero e tuorli, e frulla il tutto finchè non diventa cremoso. Nel frattempo il cioccolato dovrebbe essersi sciolto. Aggiungilo al tutto. Mescola. Aggiungi la farina. E mescola di nuovo.




Ora prendi gli albumi e frullali a neve. Molto importante è che il frullatore non sia piú sporco dell'impasto precedente, se “contamini” gli albumi non monti piú un'emerita cippa.


Aggiungi gli albumi montati a neve al resto dell'impasto e mescola molto cautamente, magari con la magica “lingua di gatto”. Quando avrai ottenuto un impasto omogeneo versa il tutto in una tortiera, che mi auguro per te, tu abbia già imburrato e infarinato.
Metti in forno per 50-60 minuti. Già detto a 200 gradi? Si.
Sappi che la torta non si gonfierà molto, non c'è bisogno che stai appollaiato/a davanti al forno per tutta la durata della cottura. Magari approfittane per lavare tutto ció che hai sporcato (tranne il pentolino dove avete sciolto il cioccolato, questo lo potete riutilizzare per sciogliere il cioccolato per la glassa).
Per vedere se è cotta io faccio la “prova del coltello” ( o dello stuzzicadenti). Se non sai di cosa si tratta, spiego velocemente. Introduci un “corpo contundente” nella torta: se quando lo estrai rimane attaccato dell'impasto umido, significa che non è ancora cotta all'interno.
Quando è cotta, lasciala raffreddare un pochino, cosí che risulta piú facile tagliarla a metà.
Dopo averla tagliata a metà, molti usano “bagnare” la torta con liquori prima di mettere la marmellata. Io non l'ho mai fatto ed è sempre venuta bene. Quindi fai come ti pare.
L'importante è che poi non fai il/la tirchio/a con la marmellata.
Ultima tappa del procedimento (dopo aver riassemblato la torta) è la glassa di cioccolato ed ev.altre decorazioni.
Sciogliete il cioccolato a bagnomaria, questa volta peró metteteci dell'acqua, quando sarà sciolto aggiungetelo a zucchero a velo e burro. E mescolate il tutto. Se vedete che è grumoso o fa fatica a mescolarsi, aggiungete ancora un pochino d'acqua. In queste cose ci vuole anche un pochino di intuito.
Ricoprite la torta con la glassa, usando la magica “lingua di gatto”. Ed eventualmente decorazioni a piacimento.

Ora leccate tutti i residui di glassa rimasti nella ciotola, sulla “lingua di gatto” (questa puó risultare un'esperienza interessante),... 

Torta da servire fredda o a temperatura ambiente.


Buon divertimento e Buon Appetito!