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domenica 18 gennaio 2015

Chips di cavolo nero

Che pare che in America il cavolo nero stia spopolando, ma nel senso che è diventato una vera e propria ossessione. 
Mercoledì ne ho trovato un bel mazzo al mercato contadino e visto che sono stufa di farci sempre la ribollita ho cercato qualche ricetta nuova sul web e ho trovato moltissime ricette di queste chips di cavolo nero che in America chiamano Kale Chips. Sono facilissime da fare, anche se io la prima infornata l'ho bruciata. Le ho condite con sale marino, paprika dolce e con il peperoncino che ci ha regalato Davide e che è una vera bomba. 


Chips di cavolo nero

Ingredienti
cavolo nero
olio d'oliva
sale marino grosso
paprika dolce
peperoncino secco

Procedimento
Tagliare in pezzi grossi le foglie di cavolo nero, scartando la parte del gambo troppo dura, lavate e asciugate, spennellarle con un po' di olio e disporle su una teglia ricoperta da carta da forno. 

Far essiccare in forno una quindicina di minuti a 160 grandi. Una volta secche e croccanti spolverare con sale marino pestato nel mortaio con la paprika e il peperoncino.



martedì 15 luglio 2014

Melanzane tonde violette dell'addio

Non questo mercoledì che sono a Trento, ma lo scorso ho fatto l’ultima spesa al Labas con Elenuzza, perché per tutto il prossimo anno non ci sarà più a Bologna. È da ormai diversi mesi che la spesa del mercoledì al Labas è diventato il nostro appuntamento fisso, con la pioggia o con il sole, il programma è sempre lo stesso: biciclette, spesa, vino rosso e tante tantissime parole.

Il vino è importantissimo, è sempre lo stesso: rosso e fermo, si tratta di un onesto e sapiente cabernet contadino prodotto nei paraggi. Mai il lambrusco! Mi raccomando! Troppo dolce e frizzante, il lambrusco è stato cinicamente e probabilmente ingiustamente da noi declassato all'alcolpops dei vini.
A volte siamo solo noi due, altre volte arrivano tantissimi altri amici.  

In questa ultima spesa ho comprato delle melanzane tonde violette, delle bellissime cipolle di tropea, del basilico viola e le uova.
Con le melanzane Elenuzza mi ha suggerito di fare le cotolette, che quelle tonde e violette, mi ha detto, non serve metterle solo sale a perdere acqua.
Ho deciso di accompagnarle con una salsina di carote e yogurth che ha fatto una volta mia mamma da mangiare assieme alle polpette di melanzane, prendendo spunto dalla ricetta di Simone Bianchi. Io non avevo l’aneto e allora ho usato l’erba cipollina, l’unica cosa che cresce in abbondanza sul nostro balcone.

 
Melanzane tonde violette impanate e fritte

Ingredienti
Melanzane tonde violette
uova
sale
pepe
pan grattato
olio di semi

Procedimento
Tagliare le melanzane a fette sottili, un po' meno di mezzo centimetro. 





Passarle nell'uovo sbattuto con sale e pepe. Passarle poi nel pan grattato. Friggerle in abbondante olio di semi.





Salsa di carote, yogurth e erba cipollina


Ingredienti
1 vasetto di yogurth naturale
2 carote bollite
il succo di mezzo limone
sale
pepe
olio
erba cipollina

Procedimento
Frullare tutti gli ingredienti e mettere in frigo.

Per la ricetta originale di Simone Bianchi cliccate qui!








lunedì 7 luglio 2014

Un chapati filologicamente sbagliato: con lievito madre e rosmarino

Ieri non sapevo come smaltire la pasta madre appena rinfrescata, con il caldo che c'era a Bologna non avevo voglia né di impastare, né di accendere il forno per cuocere il pane. Perciò ho deciso di fare un chapati filologicamente sbagliato, con lievito madre e rosmarino. Nel chapati, in realtà, il lievito non ci va, questo pane indiano è fatto di sola acqua, farina e sale. Ho pensato di metterci anche il rosmarino dopo che mercoledì scorso al Làbas una ragazza mi ha fatto provare il suo pane al rosmarino e mi era piaciuto moltissimo.
Il primo chapati che ho mangiato credo lo abbia cucinato mio fratello, penso che l'avesse cotto direttamente sulla brace del camino della nostra cascina ai piedi dei denti della vecchia. Ho mangiato del chapati buonissimo qualche hanno fa al rainbow in Bosnia e dell'altro fantastico questo inverno preparato da un amico a Campo Blenio.



L'utilizzo del lievito non è necessario, la mia era un'esigenza di smaltire la pasta madre. Probabilmente si può usare anche l'esubero, ma poiché dovevo rinfrescare la pasta madre ho deciso di utilizzare il rinfresco appena fatto, per evitare un possibile retrogusto acido.

Chapati con lievito madre e rosmarino

Ingredienti

70 g. di lievito madre rinfrescato
1 cucchiaini di malto d'orzo/zucchero/miele
200 g. di acqua non troppo fredda
100 g. di farina intregrale
200 g. di farina bianca
1 cucchiaino di sale
rosmarino a piacere
un pochino di olio

Procedimento

Sciogliere il lievito madre e il malto d'orzo nell'acqua. Aggiungere le farine e impastare. Aggiungere, l'olio, il sale e il rosmarino. L'impasto deve risultare morbido, ma non troppo appiccicoso. Se si ha tempo lasciare riposare un'ora. Formare 6 palline e stendere la pasta con il matterello, ottenendo dei dischi spessi qualche millimetro. Cuocere da entrambi i lati in una padella antiaderente calda. Conservare in un canovaccio umido. Sono buoni anche il giorno dopo. Io li ho farciti con scamorza, pomodori e speck.



Chapati con esubero di pasta madre e rosmarino

Ho provato anche a fare il chapati con l'esubero ed è uscito quasi più buono, non so se ciò è dovuto al maggior tempo di lievitazione. Comunque ecco la ricetta:

Ingredienti

100 g di pasta madre non rinfrescata
150 g di acqua tiepida
1 cucchiamo di malto d'orzo
150 g di farina integrale
150 g di farina bianca
1 cucchiaino scarso di sale
rosmarino
olio d'oliva

Procedimento

Sciogliere la pasta madre nell'acqua, aggiungere il malto d'orzo e le farine. Impastare e lasciare lievitare per 3 ore. Aggiungere sale e rosmarino e far lievitare un'altra ora.
Dividere l'impasto in sei, fare delle palline e stenderle con il matterello. Cuocere entrambi i lati in una padella rovente.



giovedì 6 febbraio 2014

Il cavolo nero di Via Orfeo

Ieri che era mercoledì Elena mi ha fatto scoprire il mercato biologico dei produttori locali al Làbas in Via Orfeo 46. Sono tornata a casa con lo zaino e il cestino della bicicletta pieni di ingredienti incredibili: farina macinata a pietra in un mulino della zona, un pezzo di pagnotta alla zucca e lievito madre, spinaci e cavolo nero.
Oggi ho cucinato il cavolo nero, credo per la prima volta nella mia vita. E ho pensato di farci una zuppa.

Zuppa di cavolo nero e patate


Zuppa di cavolo nero e patate


Ingredienti
cipolla
aglio
olio extravergine di oliva
patate
cavolo nero
brodo vegetale
ev. una crosta di grana o di parmigiano

P.S per le dosi andare a occhio

Procedimento
Stufare a fuco basso in una pentola con un po' di olio la cipolla tritata e uno spicchio d'aglio. Se la cipolla si attacca sul fondo aggiungere un poco di acqua. Fare cuocere per almeno 10 minuti.
Intanto tagliare a pezzettini le patate e aggiungerle al soffritto e ricoprire il tutto con un po' di brodo vegetale.
Quando le patate sono più o meno cotte aggiungere le foglie di cavolo nero, tagliate a fettine e private della venatura principale.
Cuocere il tutto per una quindicina di minuti. Servire caldissima.

Un mio amico mi ha consigliato di aggiungere ai sughi o alle minestre in cottura delle croste di parmigiano pulite e tagliate a pezzettini piccolissimi. Ho provato a utilizzarle nella mia zuppa e il risultato è stato molto soddisfacente: sono molto saporite e hanno una consistenza particolare, un po' ciccosa.