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domenica 3 dicembre 2017

Muffins di cachi e cacao con crema di cachi alla crème fraîche

Quest’anno non ho raccolto i cachi con il mio babbo e mi dispiace davvero tanto. Lui mi ha detto di averli raccolti tutti, ma proprio tutti, e ne sta facendo essiccare tantissimi. Me ne ha portato una bella cassetta a Maroggia. Ogni giorno andavo fuori a tastare quello che finalmente era maturo o a prendere i più maturi per tenerli d’occhio in cucina ma ad un certo punto sono maturati tutti insieme.
Presa da una sorta di panico perché non volevo assolutamente che nessun caco andasse a male ho deciso di usarli per preparare dei dolci. Ho preparato la musdicachi e dei muffins di cachi, la cui ricetta ho trovato su internet ma che ho dovuto a malincuore sveganizzare perché non avevo l’olio di mais ma solo un brutto olio per friggere. Ho raddoppiato le dosi, messo più cachi, il burro e meno zucchero.


Muffins di caco e cacao amaro

Ingredienti:

200 g di farina
1 bustina di lievito
120 g di zucchero
1 pizzico di sale
30 g di cacao amaro

50 g di burro fuso
450 g di polpa di cachi (senza buccia, semi e passata)

Procedimento:

Mischiare tutte le parti solide, poi aggiungere il burro fuso e la polpa di cachi. Mescolare bene. Versare il composto nei pirottini e cuocere a 180° per 30 minuti.

Crema di cachi alla crème fraîche

Ricetta semplicissima: frullare la polpa di cinque o sei cachi con 100 grammi di crème fraîche (di solito la faccio con la ricotta, eventualmente si può usare anche la panna). Si può aggiungere anche del porto.

Altre ricette con i cachi:

domenica 29 novembre 2015

Tenerina o quasi di cachi.

Gli alberi di cachi sono in assoluto i miei alberi preferiti, a dire il vero anche le betulle e le querce mi piacciono, e anche i faggi e i castagni in effetti, ma gli alberi di cachi sono proprio bellissimi. Mi piace che quando sono senza foglie hanno quelle palline rosso arancioni di cachi appese. E quando c'è pure un po' di neve sopra diventano ancora più belli. Quasi tutti i miei amici non amano i cachi, persino quelli che mi vogliono talmente tanto bene da assaggiare ogni mio piatto non riuscito non vogliono mangiare la mia mousse di cachi, che è buonissima davvero, se frulli insieme cachi, ricotta e zucchero quello che risulta non può che essere buonissimo. Ieri però abbiamo dato una festa per il ringraziamento, un po' in ritardo, in Via dell'Orso e c'erano una trentina di persona stipate nella nostra piccola cucina, un sacco di cibo, vino, una chitarra, un mandolino, un'armonica e una cupa cupa. E i miei cachi secchi distribuiti clandestinamente in camera mia, non capisco perché, sono piaciuti un sacco. Sono quasi finiti. Di solito devo pregare le persone perché assaggino i miei cachi secchi, ieri no, è stato bellissimo. Comunque la scorsa volta che sono tornata a casa abbiamo raccolto tantissimi cachi e allora ho provato a farci una torta. L'idea era di fare una tenerina di cachi, ma c'era troppa farina perché uscisse tenerina, però è uscita comunque buona e morbida. Mi sono basata su questa ricetta presa da un altro blog, ma non ci ho messo né cacao, né cioccolato fondente perché volevo che si sentissero bene i cachi. 

Tenerina o quasi di cachi

Ingredienti
4 cachi ben maturi
180 grammi di farina
75 grammi di burro
100 grammi di zucchero
2 uova
mezza bustina di lievito

Procedimento
Montare gli albumi a neve. A parte frullare il burro con lo zucchero,  aggiungere i tuorli, poi i cachi e infine la farina con il lievito. Incorporare delicatamente gli albumi. Versare il tutto in una tortiera imburrata e cuocere in forno a 180° per 50 minuti. 





venerdì 28 agosto 2015

Dov'è la lingua di gatto? I porcelletti di marzapane di Angela.

Ecco un nuovo post di Angela: una torta bellissima senza gli eccessi del cake design. 

PORCELLETTI DI MARZAPANE


Ci sono dei giorni dove non hai voglia di fare niente. O meglio. Hai voglia di fare qualcosa, purché sia diverso dal solito. Ma non si tratta di un semplice “ammazzare il tempo”.


Quando succede, io di solito mi cimento nei collage di foto, negli origami (solo recentemente grazie alla mia amica Tea), e da oggi anche nelle decorazioni per torte.


Quando ero piccola, mia mamma ordinava la mia torta di compleanno dal Pasticcere del paese e ogni volta sulla torta c'erano degli splendidi animaletti di marzapane che divoravo solo io. Io amo il marzapane. Era da un po' che avevo addocchiato questa decorazione e da subito l'ho trovata super simpatica.





Quindi oggi, sveglia presto, sono andata a comprare l'occorrente. Online, cercando la ricetta di questa torta ho notato che ognuno fa una base di torta al cioccolato diversa, e sopra viene posta una ganache (è una miscela di panna e cioccolato) al cioccolato.

Io, conoscendo i gusti dei miei polli, come base ho fatto una sacher (per la ricetta rimando a questo post), quindi sopra ho messo la glassa al cioccolato. Il risultato è comunque carino.

Per quanto concerne il marzapane, la ricetta è super semplice e veloce. Tuttavia non ho trovato l'ingrediente principale, fortunatamente si può trovare il marzapane già fatto in, più o meno, tutti i supermercati.


Ingredienti
(per 200 gr. abbondanti di marzapane, assolutamente sufficiente per fare almeno 6 maialini)

100 gr. di farina di mandorle

100 gr. di zucchero
1 albume d'uovo (magari 2)

Preparazione:


Miscelare farina di mandorle e zucchero e aggiungere lentamente l'albume. La consistenza non deve essere ne eccessivamente granulosa ne eccessivamente liquida. Quindi regolarsi con l'albume. Se dopo averne messo uno, il composto risulta ancora granuloso, aggiungere lentamente un altro.

Suppongo che ognuno avrà il suo modo di “costruire” un maialino. A me sono tornati utili alcuni utensili e piccoli dettagli: un coltellino, delle bacchette di legno con la punta, dei “bastoncini ricoperti di cioccolato” (ce ne sono di varie marche) per fare il recinto e delle palline di cioccolato da decorazione per gli occhi. So che esistono degli utensili molto “professional” per le decorazioni da masterchef...purtroppo io non ne sono dotata.


Le teste e le pance dei porcelletti sono a forma sferica, un po' schiacciata. Per fare gli occhi, ho dapprima fatto due buchini con le bacchette di legno e poi ho apposto due palline di cioccolato.
Le zampine sono la parte più complicata: ho fatto piccole palline, poi appiattite leggermente e tagliate lungo un raggio con un coltello. Essendo piccole sono poco maneggevoli. Ma con pazienza si riesce. Principio simile anche per il “latoB”: una vaga forma sferica, tagliata in superficie per fare le chiappette. E un serpentino arricciato per fare la codina.


Dopo aver concluso la preparazione dei maialini, prima di stendere la glassa (o la ganache che sia), apporre lungo la torta i bastoncini di cioccolato che fungeranno da recinto. Per tenerli attaccati, si può mettere un nastrino attorno alla torta. Io non ne ho avuto bisogno. Poi stendere la glassa un po' grossolanamente, fin lungo i bordi, così che grazie a questa anche i bastoncini rimaranno attaccati. Infine porre i porcelletti nella disposizione che preferite!
  • Buon divertimento! E buona giornata out-of-routine!


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domenica 4 gennaio 2015

Torta ebraica di mandorle e arance

Visto che  ho deciso che quest'anno voglio imparare a fare le calze a maglia ho pensato di iniziare con una sciarpa, così come allenamento. Ieri, dopo un pomeriggio passato a sferruzzare mi è venuta una gran voglia di dolce.
Mi sono ricordata di una ricetta buonissima che mi era stata data da
un'amica di una torta alle mandorle al profumo di arancia. A lei la ricetta l'aveva data una cuoca di un'osteria fantastica di Ferrara, nel quartiere ebraico. È una torta molto veloce e facile ed è veramente buona, l'interno e morbido e rimane un po' umido e la crosta esterna è dorata e in alcuni punti l'arancia e lo zucchero caramellano.
Torta ebraica di mandorle e arance

Ingredienti
6 uova
300 grammi di zucchero
300 grammi di mandorle tritate
100 grammi di fecola di patate (io ho usato la maizena, ma secondo me va bene anche la farina)
2-3 arance (succo e scorza)

Procedimento
Montare gli albumi a neve e tenerli da parte al fresco. Montare i tuorli con lo zucchero, poi aggiungere le mandorle e la fecola e il succo di 2 o tre arance (io ne ho messa 1 e 1/2). Per ultimo aggiungere la scorza delle arance. Io non l'ho messa perché le mie arance non erano biologiche. Versare il composto in una tortiera imburrata. La torta deve essere piuttosto bassa, quindi bisognerebbe usare una tortiera piuttosto grande. Io ne ho usate due, una dal diametro di 24 cm e l'altra leggermente più piccola. Cuocere 40 minuti nel forno, preriscaldato, a 150°, aria calda.

mercoledì 26 novembre 2014

Budino di cachi con marmellata di fagioli azuki

Che quando ho detto a P. che avevo preparato un budino di cachi con una crema dolce di fagioli azuki giapponesi e gli ho chiesto se ne voleva un po' mi ha guardato con gli occhi sgranati e mi ha chiesto perché mai ti è venuto in mente di fare un dolce simile. Ha avuto la stessa reazione del mio babbo quando anni fa preparai una marmellata di fagioli cannellini e allora io per anni l'ho accusato di essere una persona convenzionale e anche un po' reazionaria, che poi sono sicura che al mio babbo almeno il budino di cachi sarebbe piaciuto. Mi è venuto in mente di fare il budino di cachi perché tempo fa ho letto la ricetta dal blog di Elenuzzi che aveva fatto dei bellissimi cuori di pera e cioccolato e allora io pensato che potevo farli con i cachi invece che con le pere e visto che non avevo il cioccolato fondente mi sono ricordata dell'Anko che avevo in congelatore. L'Anko è una sorta di marmellata giapponese fatta con i fagioli azuki, che poi non è poi una idea così strana fare una marmellata di fagioli, hanno un po' la consistenza delle castagne e non bisogna sbucciarli e né andarli a cercare. 
La presentazione fa un po' impressione, ma ho fatto del mio meglio.



Budino di cachi con crema di fagioli azuki

Per il budino:

Ingredienti:
3 cachi maturi
20-30 grammi di agar agar (1/2 bustina)
2 cucchiai di zucchero

Procedimento:
Cuocere la polpa di cachi frullata per 5 minuti in una casseruola con lo zucchero e l'agar agar. Versare il composto nelle formine e far raffreddare. 


Per l'Anko:

Ingredienti
fagioli azuki
zucchero (stesso peso dei fagioli)

Procedimento
Mettere i fagioli a bagno per una notte.
Bollire fino a quando gli azuki si possono spappolare con una forchetta.
Ridurre in purea e cuocere in una casseruola con lo zucchero ed eventualmente un po' d'acqua per almeno 15 minuti, mescolando di tanto in tanto. 







venerdì 25 luglio 2014

Torta al cioccolato, mandorle e pere

Ecco un altro post della mia coinquilina criminologa Angela della rubrica "Dov'è la lingua di gatto"!


Torta al cioccolato, mandorle e pere


Questa torta ha origini speciali. Non parlo del luogo di nascita, perché quello a me è rimasto ignoto. Nel maggio 2012 mi recai a Basilea da un’amica. Si organizzò una cena e, con non-chalance e senza ricetta, questa amica cominciò a preparare questa delizia. Io, da parte, le chiedevo informazioni: “Quanto di questo? Quanto di quello?”. E lei rispondeva vagamente. O perché doveva rimanere un segreto o perché forse stava andando a caso. Mi conquistò completamente. La torta. E non conquistò solo me. E continua a conquistare. Solo tempo dopo mi consegnò finalmente una vaga ricetta. Questa torta mi ricorda il Dottor Lecter, per la sua capacità di affascinare e conquistare, appunto. E per l’alone di mistero che continua a vorticare attorno a lui. 
Ingredienti:
4 uova 200 gr. di mandorle macinate/granelli 200 gr. di cioccolato fondente 200 gr. di burro 150 gr. di zucchero 2 C di farina
½ busta di lievito pere



Preparazione
Come consiglio sempre: comincia a preriscaldare il forno. In tal caso a 200°. Unire zucchero e mandorle. 

Separatamente sbattere le 4 uova e poi aggiungerle a zucchero e mandorle. Questo facilita lo “sbattimento” delle uova. Sciogliere a bagnomaria le tavolette di cioccolato fondente con il burro. Io uso la tecnica di una padella dentro l’altra. Fa sorridere questa soluzione da MacGyver. Sciolti questi elementi, aggiungerli al primo composto (zucchero, mandorle e uova). Aggiungere ora farina e lievito. Sulla quantità di farina effettivamente bisogna andare a occhio. Io solitamente metto 2 cucchiai grandi abbondanti e un altro scarso. Tendenzialmente è una torta che all’interno rimane umida (a causa della poca farina e delle pere), dettaglio da tenere ben presente quando si fa la “prova del coltello” (per vedere se è cotta). Dimenticavo: 40 minuti in forno a 200 °.

venerdì 20 giugno 2014

Dov'è la lingua di gatto? Speedy crostata di mele.

Un'altra meravigliosa ricetta di Angela della serie "Dov'è la lingua di gatto"!
A differenza della Torta di Carote, questo è un dolce che non ha bisogno di essere premeditato. È intuitivo, emotivo, passionale. È un raptus. Si impiega poco tempo per prepararlo e solitamente è gradito da tutti. Osservando la ricetta non si direbbe, ma è un dolce che mi ha insegnato mamma, svizzera tedesca, assai precisa. Le quantità non devono essere precise, ma naturalmente, come tutte le cose, bisogna metterci Amore. Speedy è la preparazione e speedy è la spiegazione.

Ingredienti:
pasta brisee (per intenderci, quella già pronta! Per questo si fa veloce!)
4/5 mele tagliate a fette (in realtà a me ne sono bastate 2. Dipende dalla grandezza della teglia)
2/3 uova (a me ne sono bastate due. Piú leggero. E volevo evitare l'effetto “frittata” sulle mele)
2/3 C di zucchero 
1 pizzico di sale
1 bustina di zucchero vanigliato
1 bicchiere di latte (bicchiere normale, 2dL, non la caraffa della birra!)
cannella a volontà
Preparazione:
Preriscalda il forno a 240 gradi. Stendi la pasta sulla teglia e bucherellala (bellissimo il verbo: bucherellare!) con una forchetta.

Taglia le mele a fette e disponile sulla pasta creando la fantasia che piú ti aggrada. 
Tutti gli altri ingredienti devi solo mescolarli insieme, quindi:bicchiere di latte, aggiungi le uova, aggiungi lo zucchero, pizzico di sale, bustina di zucchero vanigliato e cannella a volontà. 


Versalo sulle mele precedentemente disposte. E inforna. 20 minuti scarsi. Lascia raffreddare prima di azzannare.  





Bon apétit! 

giovedì 20 febbraio 2014

Cantuccini di Prato ma non solo.


Si, la foto è un po' kitsch, me ne rendo conto :)
Una ricetta velocissima e buonissima. Zero burro, in compenso: uova, zucchero e tante mandorle e nocciole. La cosa più bella è che ne escono tantissimi, in forno raddoppiano e rispetto agli altri biscotti durano almeno qualche giorno e non finiscono proprio subitissimo.
Questa ricetta l'ha portata a casa il mio babbo, non ci ricordiamo in che occasione, ma di sicuro c'entra la scuola, forse arriva da un suo collega, oppure da qualche allievo.
Mi ricordo che anni fa, quando andai al rainbow nei Balcani, ne preparai tantissimi da mangiare e offrire durante il viaggio. L'ultima volta li ho mangiati questo inverno, durante una passeggiata in racchette. Ci siamo fermati in mezzo alla neve in una veranda di una casa non nostra a fare merenda con cantucci, tè caldo e frutta.

Cantuccini di prato

Mischiare e impastare:

500 g di farina
450 g di zucchero
3 uova
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito
1 bustina di zucchero vanigliato
la scorza di un limone
1 dl scarso di latte

poi aggiungere 350 g di mandorle e/o nocciole intere e formare dei salsicciotti di 2 cm di diametro lunghi quanto la teglia e disporli paralleli e un po' distaccati l'uno dall'altro su di essa. Durante la cottura raddoppiano di volume quindi c'è il rischio che si appiccichino.

Cuocere nel forno preriscaldato a 190° per 30 minuti. Tagliare ancora caldi con tagli obliqui.

sabato 8 febbraio 2014

Dov'è la lingua di gatto? Space muffins

Idee malsane emergono in Via del Borgo. Ma non sono piani criminosi, almeno non questa volta. E' nata l'idea è di una cena americana, ma con tutti piatti rigorosamente fatti in casa. Burrosi, oleosi, l'importante è che siano “porcosi”. Io mi sono occupata di uno dei dolci e ho pensato ai muffin. La mia pignoleria mi impone di sottolineare una differenza, cioè quella tra “muffin” e “cupcake”: i cupcake di solito vengono mangiati come dessert, sono glassati e a base di burro, i muffin abitualmente si mangiano a colazione e sarebbero a base di olio. Ora dimenticate ció che ho appena detto poichè ho cucinato dei muffin a base di burro e li ho serviti come dessert. Dimenticavo: colorati, giusto per dare un non so che di chimico che sa molto di americano. Con tutto il rispetto. Ingredienti: 170-180 gr. di Burro (a temperatura ambiente, morbidoso) 200 gr. di Zucchero 200 mL. di Latte 400 gr. di Farina 3 uova 1 bustina di lievito vanigliato 1/2 cucch. di bicarbonato un pizzico di sale gocce di Cioccolato Preparazione: Comincia accendendo il forno a 180 gradi. Prendi il burro, lasciato un po' fuori dal frigo in modo che sia morbido, e fallo a pezzetti. E' molto importante che sia morbido, perchè andando avanti con i procedimenti, se fosse freddo e duro, è piú difficile lavorarci. Aggiungi lo zucchero e frulla il tutto. Allora, secondo me è piú facile se prima di frullare si aggiungono subito le uova, giusto per evitare che venga sparato ovunque lo zucchero. Fai come credi. Dopo aver frullato, aggiungi anche il latte e frulla nuovamente. A questo punto puoi aggiungere farina setacciata /bicarbonato/sale/lievito vanigliato e uniteli al composto, lentamente cosí che non si formino grumi. Ora puoi aggiungere le gocce di cioccolato. Un po' nel composto, un po' in bocca, un po' nelle mani dei coinquilini golosi. Mescolate. 

Ora, io ho a disposizione degli stampini in silicone, di due misure, perfetti per fare i muffin, so che esistono vari tipi di stampi e suppongo vadano piú che bene purchè resistenti al forno (mi raccomando niente plastica!!! se no, altro che muffin chimici...). Chi ha una cucina ben fornita avrà una sac à poche, noi purtroppo no. Ma relax, va piú che bene un normalissimo e banalissimo cucchiaio, per riempire gli stampi. Il dettaglio importantissimo è che non bisogna assolutamente riempirli fino all'orlo. Assolutamente!! Al massimo fino a metà. A questo punto, se hai dei coloranti alimentari, puoi mescolarli all'impasto direttamente all'interno degli stampi e infine mettici sopra altre gocce di cioccolato.

In forno per 25-30 minuti. Teneteli d'occhio. Per controllarne la crescita (perchè è affascinante tanto quanto guardare una lavatrice in azione) e il colorito, cosí da sfornarli al momento giusto. Perfetto è servirli freddi, perchè tiepido il burro puó pesare parecchio nello stomaco. Naturalmente non ci son regole per gli orari in cui si possono mangiare i muffin, a differenza di quello che si dice. Per colazione, seconda colazione, spuntino, merenda, dessert, spuntino di mezzanotte.
Quindi non mi resta che augurare buon divertimento e buon appetito!
 


domenica 3 novembre 2013

Ho fatto pace con Achille


E torna un altro post nella rubrica "Dov'è la lingua di gatto". Angela ha preparato una buonissima torta di carote.
Dov'è la lingua di gatto, TORTA DI CAROTE

La torta di carote di Angela.
Premetto: io amo questo torta. Non è semplice golosità, è proprio amore...amore profondo. Di quelli da farfalle nelle stomaco. Da gambe molli. Da mente vuota quando sei in Sua presenza. Quando c'è, hai occhi solo per Lei. La guardi e pensi “Lei è mia...io la amo”. Altra premessa: mia mamma è un dio a farla. No no, è davvero un Dio. Ma questa torta è stato anche il mio “tallone d'Achille”. Avevo provato a farla due volte: la prima volta si è rotta. La seconda ero con mia mamma. Quando qualche giorno fa è sorta l'idea del “sabato casalingo” e le mie coinquiline hanno deciso di fare i tortellini, io ho deciso di fare la torta di carote. Non è una torta veloce, bisogna premeditarla.
Bando alle ciance, cominciamo...

INGREDIENTI
5 uova 250 g zucchero 250 g carote 250 g mandorle grattuggiate/macinate 1 limone 80 g farina (abbondanti) 1 bustina di lievito sale
N.B. (ma davvero bene) La prima volta che ho fatto questa torta ho grattuggiato le carote in modo diverso, piú grosse. Ora...non so se è questo che ha reso la torta molto umida e quindi predisposta alla rottura. Questa volta, stessa quantità, ma grattuggiate in modo diverso. Ed è uscita giusta. Visto il trascorso, ho cambiato anche il mio modus operandi, ossia senza pesare, ma ha occhio, anche per paura che uscisse troppo umida, ho aggiunto piú farina del previsto. Forse anche questo ha contribuito. Mandorle Macinate: visto che è prevista poca farina, bisogna compensare. Nei supermercati in Svizzera si trovano facilmente, in Italia si trovano piú di frequente le mandorle intere (e purtroppo costicchiano). Fai questo investimento, ne vale la pena. Poi le puoi grattuggiare. La prima volta l'ho fatto a mano...lavoraccio!!! Questa volta ho usato il frullatore a immersione. Ma è perfetto anche il frullatore normale.

PREPARAZIONE
Prima di infornare.
Preriscalda il forno a 180 gradi. Grattugia le carote. Dividi l'albume dal tuorlo, la tecnica è sempre quella: rompi in due parti e passa il tuorlo da un guscio all'altro. L'albume mettilo in frigo (da freddo si monta meglio a neve). Ai tuorli aggiungi zucchero, carote e mandorle macinate. Grattugia il limone e spremilo, quindi aggiungi la scorza e il succo al tutto. Aggiungi farina e lievito. Monta a neve gli albumi con un pizzico di sale. Aggiungi il tutto all'impasto. Ricordati di imburrare e infarinare la teglia! Nel forno a 180 gradi per circa 50 minuti. Fai la prova dell' “arma contundente”.
Glassa:
250 g di zucchero a velo e 3 cucchiai di succo di limone. In realtà dovrai aggiungere ancora un po' d'acqua. Piú concentrato fai, piú bianca viene. Quindi l'acqua aggiungila a filo. Ovviamente se vuoi che la glassa abbia piú gusto di limone, aggiungi il succo. Vedi tu.

Glasse colorate.

Quando hai sfornato la torta, prima di metterci la glassa, lasciala raffreddare un pochino. Buon divertimento e buon appetito!!

Carote Picasso.


lunedì 21 ottobre 2013

Dov'è la lingua di gatto? Torta Sacher.

C'è una bella novità per questo mio tentativo di blog. La mia amica e coinquilina Angela terrà una rubrica di pasticceria intitolata "Dov'è la lingua di gatto". L'altra sera ci ha deliziati con una meravigliosa torta sacher e con questo primo post ci racconterà la sua ricetta. Questa sua passione pasticcera fa parte di un suo più grande e a lungo termine progetto che ha chiamato "aboliamo le torte XXXX" dove con XXXX s'intende un noto marchio di preparati per torte. Dal suo modo di narrare le ricette emerge chiaramente la sua deformazione professionale di futura criminologa.

Dov'è la lingua di gatto?


Torta Sacher

Prima di cominciare a fare discorsi seri, tengo a precisare che la mia principale informatrice è una Mamma, svizzerotedesca, casalinga e con la passione per la cucina. La Mamma è la Mia. E la ringrazio.
Non saprei dire se la passione per i dolci me l'ha trasmessa lei, fatto sta che la prima volta che mi sono cimentata in quest'arte, ho avuto buoni risultati. Sicché: finché la barca va, lasciala andare.
Preciso un'altra cosa: non ho un linguaggio tecnico culinario impeccabile, anzi oserei dire che emergono altri lati di me, diciamo meno casalinghi e ordinari.
Ma arriviamo al dunque, la torta che propongo è l'ideale per stuzzicare palati golosi e non ha un procedimento particolarmente complesso.

INGREDIENTI PER L'IMPASTO

125 gr. burro
125 gr. zucchero
6 uova
140 gr. cioccolato
120 gr. farina
marmellata (consiglio: albicocca, mirtillo, more)

INGREDIENTI PER LA GLASSA

150 gr. cioccolato 
4 cucchiai d'acqua 
80 gr. zucchero a velo
20 gr. burro

Sciogli a bagnomaria e a fuoco lento il cioccolato. E comincia a preriscaldare il forno a 200 gradi.
Rompi le uova (ovviamente non in modo violento) dividendo il tuorlo (rosso) dall'albume (trasparente/bianco). La tecnica che utilizzo è di rompere il guscio a metà e passare il tuorlo da un guscio all'altro ripetutamente, cosí da far cadere l'albume in una ciotolina.
Tecnica piú difficile a dirsi che a farsi.
Dopodiché l'albume delle 6 uova mettilo in frigo affinché rimanga freddo (cosí che sia piú facile da montare a “neve).
Unisci burro, zucchero e tuorli, e frulla il tutto finchè non diventa cremoso. Nel frattempo il cioccolato dovrebbe essersi sciolto. Aggiungilo al tutto. Mescola. Aggiungi la farina. E mescola di nuovo.




Ora prendi gli albumi e frullali a neve. Molto importante è che il frullatore non sia piú sporco dell'impasto precedente, se “contamini” gli albumi non monti piú un'emerita cippa.


Aggiungi gli albumi montati a neve al resto dell'impasto e mescola molto cautamente, magari con la magica “lingua di gatto”. Quando avrai ottenuto un impasto omogeneo versa il tutto in una tortiera, che mi auguro per te, tu abbia già imburrato e infarinato.
Metti in forno per 50-60 minuti. Già detto a 200 gradi? Si.
Sappi che la torta non si gonfierà molto, non c'è bisogno che stai appollaiato/a davanti al forno per tutta la durata della cottura. Magari approfittane per lavare tutto ció che hai sporcato (tranne il pentolino dove avete sciolto il cioccolato, questo lo potete riutilizzare per sciogliere il cioccolato per la glassa).
Per vedere se è cotta io faccio la “prova del coltello” ( o dello stuzzicadenti). Se non sai di cosa si tratta, spiego velocemente. Introduci un “corpo contundente” nella torta: se quando lo estrai rimane attaccato dell'impasto umido, significa che non è ancora cotta all'interno.
Quando è cotta, lasciala raffreddare un pochino, cosí che risulta piú facile tagliarla a metà.
Dopo averla tagliata a metà, molti usano “bagnare” la torta con liquori prima di mettere la marmellata. Io non l'ho mai fatto ed è sempre venuta bene. Quindi fai come ti pare.
L'importante è che poi non fai il/la tirchio/a con la marmellata.
Ultima tappa del procedimento (dopo aver riassemblato la torta) è la glassa di cioccolato ed ev.altre decorazioni.
Sciogliete il cioccolato a bagnomaria, questa volta peró metteteci dell'acqua, quando sarà sciolto aggiungetelo a zucchero a velo e burro. E mescolate il tutto. Se vedete che è grumoso o fa fatica a mescolarsi, aggiungete ancora un pochino d'acqua. In queste cose ci vuole anche un pochino di intuito.
Ricoprite la torta con la glassa, usando la magica “lingua di gatto”. Ed eventualmente decorazioni a piacimento.

Ora leccate tutti i residui di glassa rimasti nella ciotola, sulla “lingua di gatto” (questa puó risultare un'esperienza interessante),... 

Torta da servire fredda o a temperatura ambiente.


Buon divertimento e Buon Appetito!